La Ditta, il Vetro e l’Arte degli Specchi Veneziani

AAV Barbini Srl è la più antica ditta muranese ancora in attività, per quanto riguarda l’arte degli specchi veneziani. Le sue origini, infatti, risalgono a molto tempo prima la data di fondazione della stessa.

Nel 1927, Nicolò Barbini, dopo aver frequentato la Scuola di Disegno “Abate Zanetti”, mosso dall’antica fiamma artistica e forte della lunga tradizione familiare, nell’arte del vetro, fonda la sua prima ditta di vetri artistici incisi, presso la quale collaborerà il fratello Guglielmo, anch’egli incisore, nonché socio fondatore della S.a.l.i.r., distinguendosi sin da subito per l’eleganza e la raffinatezza degli specchi prodotti. Dopo soli due anni di attività, nel 1929, verrà premiato con la medaglia d’Oro di Primo Grado alla “Esposizione Mostra Campionaria” di Firenze e, assieme al fratello Guglielmo, arrederà con specchi veneziani, specchiere, tavoli, consolle e troumò in vetro e cristallo incisi numerosi Alberghi, Palazzi, Show Room e Casinò.

In quegli stessi anni, la produzione dei Barbini comprendeva anche una serie di splendidi oggetti in vetro, come vasi, coppe, bicchieri, brocche, alzate e grandi piatti divinamente incisi con ruota in pietra arenaria e punta di diamante, dipinti a freddo, o decorati con la tecnica della sabbiatura.

 

da sx: Ferdinando, Nicolò, Pacifico, Guglielmo e Pio Barbini

Nicolò (al centro) con i figli (da dx: Giovanni e Vincenzo)

Nel 1940, assieme al cognato “Memi” (Guglielmo), fonda la ditta “Barbini e Longega specchi veneziani artistici incisi”, l’attuale “Domus vetri artistici”, che riscuoterà numerosi consensi, grazie, soprattutto, alla fantasia e all’abilità artigianale di Nicolò.

La tecnica d’incisione sopraffina, la qualità della molatura e l’accostamento dei colori e delle forme, saranno il marchio di fabbrica che caratterizzerà la futura produzione dell’Artigianato Artistico Veneziano, inaugurato dallo stesso Nicolò nel 1960.
Nel tempo, Nicolò, trasmetterà ai figli Vincenzo e Giovanni la sensibilità artistica e la sua grande esperienza professionale, i quali si specializzeranno sempre più nell’arte degli specchi veneziani.

Nel corso dei primi anni di vita il Laboratorio Artistico di Nicolò Barbini produrrà, oltre che specchi veneziani in cristallo incisi, anche lampadari appliques e fanali in ferro battuto, il tutto lavorato rigorosamente a mano; spesso e volentieri i lampadari venivano decorati con foglie e fiori in vetro colorato, dove il binomio “vetro / ferro” si rivelò quanto mai innovativo e piacevole sul piano artistico e visivo.

Nel 1985 Vincenzo e Giovanni diverranno i titolari della ditta, ampliata di ben nove unità al suo interno, i quali proseguiranno e svilupperanno ulteriormente l’attività di famiglia nel solco della tradizione. Parteciperanno a numerose fiere ed esposizioni, tra le quali la Campionaria di Firenze, il Macef, il Salone del mobile di Milano e diverse mostre dell’artigianato veneziano, sia a livello nazionale, che internazionale, come negli Usa e in Germania, esponendo esemplari unici di specchi veneziani, in stile antico e moderno.

Attualmente l’azienda, che vanta una gloriosa tradizione di famiglia nel campo del vetro, risalente al XVII secolo, si avvale dell’opera di tre generazioni di esperti artigiani ai vertici di questa tecnica esclusiva, acquisita attraverso una grande passione, una profonda conoscenza storica ed una grande esperienza professionale. Tutte le fasi della lavorazione (il progetto, il taglio, la molatura, l’incisione, l’argentatura ed il montaggio) sono eseguite esclusivamente a Murano e seguite personalmente dai fratelli Vincenzo e Giovanni Barbini e dai loro rispettivi figli, Nicola, Marco e Giovanna, Pietro, Andrea e Filippo, capaci di reinterpretare di continuo un inestimabile patrimonio di tecniche e segreti.

L’entrata dei figli in azienda porterà nuova vitalità ed energia alla produzione, grazie anche alla continua voglia di sperimentare nuove tecniche di argentatura e di incisione e all’introduzione di nuovi macchinari come la modernissima water jet, gli unici a possederla a Murano, e all’installazione di un forno per la fusione del vetro.

Ad oggi gli specchi della famiglia Barbini si trovano in tutto il mondo, dall’India al palazzo reale di Thailandia, in Giappone, dove negli anni Settanta ebbero un’enorme popolarità e venivano utilizzati per ornare le pareti dei palazzi più esclusivi, negli Stati Uniti, in Russia, in Cina, in Francia, in Germania e tra gli sceicchi di Arabia Saudita, Emirati Arabi e Kuwait, oltre che nelle maggiori show room locali, in hotel esclusivi come l’Hotel Palazzina Grassi, il leggendario Hotel Cipriani, il lussuoso Hotel Gritti Palace, lo storico Gran Caffè Quadri e il Royal Mansour Restaurant “Sesamo” a Marrakech, residenze di lusso ed in importanti fondazioni come la Fondazione La Biennale di Venezia.
A partire dal 2013 Barbini Specchi Veneziani inizia ad aderire a numerose collettive, partecipando anche ad eventi di prestigio come Homo Faber 2018 e alla 47ma edizione della Gas Conference, intessendo al contempo importanti collaborazioni con artisti e designer, sia emergenti, che di fama mondiale, tra cui Philippe Starck, India Madawi, Joan Jonas, Nathalie Decoster, Alice Guittard, Martino Gamper, Bethan Laura Wood, Lucia Massari, Sara Forte e con i più rinomati maestri del vetro muranesi, come Simone Cenedese, Cesare Toffolo, Lucio Bubacco, Marco Toso Borella, i fratelli Pietro e Riccardo Ferro, Giacomo Barbini, Dario Frare, Martino Signoretto e molti altri ancora. Nel 2018 Vincenzo e Giovanni Barbini verranno insigniti dell’onorificenza MAM (Maestro d’Arte e Mestiere), uno speciale riconoscimento promosso dalla Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, dedicato ai Maestri d’Arte italiani eccellenti. A partire dallo stesso anno parteciperanno attivamente alle numerose iniziative promosse dal Consorzio Promovetro Murano, istituzione che si occupa della gestione e promozione del MarchioVetro Artistico® Murano di proprietà della Regione Veneto. Nel 2019 otterranno il Bonhams Prize, alla sua prima edizione, come migliore evento della III° edizione di The Venice Glass Week, per “Materia Eterea”, un’esposizione di 14 opere presso la Fondazione Bevilacqua La Masa. Nel corso dello stesso anno verranno scelti per realizzare i 12 premi per la 34a edizione della The Venice Marathon ed uno dei 5 premi per il Six Nations Rugby 2020.