Gerolamo Barbin e gli specchi veneziani

Gerolamo Barbin, maestro vetraio, attivo a Murano (Venezia) nel XVII secolo, specializzato nella lavorazione degli specchi veneziani

Nato a Murano (Venezia) nel 1634, primogenito del maestro vetraio Zorzi de Zuanne, detto Barbin, e Francesca, Gerolamo fu senz’altro il personaggio più importante della famiglia Barbini di tutto il XVII secolo.

Nel 1646 Gerolamo inizia a lavorare come apprendista vetraio presso la fornace di Zuane Gazabin a Murano, all’insegna del San Bastian. La sua abilità nella lavorazione degli specchi gli fece ottenere, su ordine del Consiglio dei X, il riconoscimento di cittadino muranese, nonché l’iscrizione alla Mariegola dell’Arte dei Vetrai. Questo fatto in sé non avrebbe nulla d’eccezionale se non fosse che, all’epoca, Gerolamo aveva solamente dodici anni.

Nel 1661 Gerolamo Barbin sposa Cornelia Briatti, appartenente ad una delle più note famiglia di Murano e zia mancata del noto vetraio Giuseppe Briati, che morirà di parto quattro anni più tardi. Da questo matrimonio nacquero Giulia e Zorzi. Quest’ultimo, come il padre, fu un valente maestro vetraio, specializzato nella produzione di specchi veneziani, padrone di fornace e, successivamente, Gastaldo dell’Arte. Zorzi sarà anche il primo deputato Barbini di una lunga serie, eletto nel 1724 dal Consiglio Maggiore di Murano.

Galleria degli Specchi di Versailles, Gerolamo Barbin

Galleria degli Specchi di Versailles

Nel 1665, dopo la morte della moglie, Gerolamo Barbin, assieme ad un gruppo scelto di maestri vetrai muranesi, tra cui i fratelli Marco e Domenego (o Domenico), scappa in Francia. Lavorerà per molti anni presso la Manufacture Royale des glaces de miroirs, nel borgo parigino di Saint Antonine, la nota fabbrica di specchi veneziani, avviata da Jean-Baptiste Colbert, ministro alle finanze di Luigi XIV, deciso a strappare il predominio veneziano nella lavorazione del vetro e, in particolare, nella produzione degli specchi veneziani.
Gerolamo contribuì anche alla realizzazione della nota Galleria degli Specchi di Versailles, ammirata ed invidiata dai regnanti di tutta Europa.

La grande esperienza e maestrìa dimostrata da Gerolamo, nella fabbricazione di quari e specchi veneziani, gli fece ottenere innumerevoli onori e, addirittura, proposte di matrimonio (il cui intento era quello di intrattenere a vita il maestro muranese in terra francese).

Dopo l’avventura parigina, Gerolamo, tornato a Murano, riprenderà la quotidianità di sempre. Si risposerà con Antonia Marcochio e continuerà a lavorare come maestro vetraio, contribuendo alla produzione locale di specchi veneziani. Quella produzione di gran qualità che rese grande Venezia e, sopratutto, Murano.